martedì 7 febbraio 2012

Lui sa chi sono

Lui sa chi sono.
Io so chi è.
E c'è un mondo in quest'affermazione. 






Opera pubblicata ai sensi della legge 22 aprile 1941 n. 633, capo V, sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione, in qualunque forma, senza autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta legge.

lunedì 6 febbraio 2012

Prima che tutto si compisse

 

Maria Rita Orlando ph. All rights reserved-©.
“Eccomi qui, ancora grondante, pregna di aromatici effluvi freme l’emergenza della scrittura.
Dopo tre giorni di romitaggio nella mia dimora. Intenzionale sia chiaro.
Rinchiusa e lacerata, ripetendo mantra – per niente liberatori – sezionando frattali in cui resto irrimediabilmente, impigliata.
E come un asceta dopo ieratica immane inedia mi sono apprestata al lavacro.
No, non cito gaberiane metafore. 
E’ qualcosa di più.
L’ungere e il frizionare di oli e sali il corpo umido mi purifica di rimando lo spirito.
Non per niente l’acqua è un sacramentale nella cultura cristiana. E con essa scivolano via passioni e pensieri, preci e malìe. Scorre sul derma nudo, psiche, carne, anima, sangue sono mondati.
Colmo di nuova luce. Tempio. 
Noli me tangere, quante volte il mio corpo non poteva essere reale.
Basta, sento improvvisamente fremiti di freddo che salgono lungo la schiena.
Mi asciugo.
Continuo l’unzione, rosa canina, rosmarino, vaniglia nera.
Mi rivesto. Metto la sottoveste, quella nera, madre amorosa.
Chiudo gli occhi, ma è un attimo.
Infilo il vestito di maglia blu di Prussia, ci sto bene dentro. 
Indosso il cappotto, berretto, guanti e in un attimo sono fuori. L’aria gelida mi sferza il viso, mi piace, è cristallina. Spettacolo, ancora nella mia corte interna c’è della neve immacolata, che nessuno ha calpestato, affondo il passo nella coltre soffice è come camminare sulle nuvole.
Arrivo innanzi alla scala nobile, la fioriera circolare con l’edera sembra una corona sormontata d’ermellino, non resisto e prendo in mano un pugno di quel morbido vello, anche se ho i guanti sento il gelo arrivarmi alla punta delle dita. Brivido.
Apro il pesante portone.
Sono fuori, i portici, la piazza, il castello, le luci, sento nell’aria musiche ovattate, scorgo fiamme tremolanti di stufe a gas nel caffè del teatro.
La vita. Il teatro. Neoclassico, gentile e compunto, brilla di ori e di tinte pastello esaltate nelle infinite morbidezze e risorse chiaroscurali, compendia pensieri che l’occhio ha fissato senza disperderne mai il senso del mistero, anzi, ampliandone l’efficacia. Prendo posto, palco 5 posto 2. 
L’addetto del botteghino è stato veramente gentile, una collocazione incantevole, con una visone ed un’acustica di tutto riguardo.
Sono sola, mi sento come in Palco borghese di Matilde Serao. 
Altri tempi, altri luoghi.
Fermo i ricordi.
Buio in sala. Adesso solo la bellezza”.


Ho scritto questo breve testo ispirata da un luogo che ho imparato ad amare, nonostante la sua diffidenza. Dedito alla bellezza e alla cultura. Che non sarà più lo stesso. Carpi.

Pubblicato su Migranze.net – Portale di Scrittura Interattiva
http://www.migranze.net/blog/ 

 Tutto il materiale, testi e foto sono di Maria Rita Orlando. All rights reserved-©. Opere pubblicate ai sensi della legge 22 aprile 1941 n. 633, capo V, sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione, in qualunque forma, senza autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta legge.



 

  

venerdì 3 febbraio 2012

Mutevole narciso

Mutevole narciso
avvolgi con parole di miele.
Fragile artifizio è
questo gioco che cinge.
Ieratico esercizio di stile
con sensuali lacci e lacciuoli
per sentire vita.







Opera pubblicata ai sensi della legge 22 aprile 1941 n. 633, capo V, sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione, in qualunque forma, senza autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta legge.

lunedì 30 gennaio 2012

Incontro



Incontro.


Solitudini sublimi 


in specchio d’anime.


Fragili monadi


in spazi di silenzio. 








Tutto il materiale, testi e foto sono di Maria Rita Orlando. All rights reserved-©. Opere pubblicate ai sensi della legge 22 aprile 1941 n. 633, capo V, sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione, in qualunque forma, senza autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta legge.

sabato 23 luglio 2011

La mia sigaretta brilla rossa




E’ da giorni che ci giro intorno.
L’urgenza della scrittura per mettere ordine.
Ordine in me facendo ordine intorno a me.
Ancora madida di sudore ma soddisfatta per certi versi.
La ghiera del ventilatore stabilizzata, fin quando regge la malferma vite.
L’aeratore in bagno non gracchia più (potenza di una molletta da bucato).
E’ stato più arduo il sifone del lavandino, ma con chiave inglese, sigillante e isolante polimerico di teflon, sembra fatta.
Solo la rete delle zanzariere e le spore alle pareti mi vedono sconfitta.
Ma è una ritirata strategica, in verità.
In attesa di armamenti adatti. Maledetti strumenti chinesi. L’acciaio tedesco è costoso, ma necessario.
Già, necessario, adesso. Adesso che vado via, nonostante la mia volontà.
Qui, dall’alto, intorno a me il buio.
Luci da presepe e il rosso della mia sigaretta.  La brezza della sera dà sollievo alla mia pelle.
Tutto sembra quiete, attutite in lontananza voci familiari. Ma non mi toccano, non mi scalfiscono, non mi feriscono. Anzi, mi mettono addosso una triste dolcezza.
La brezza. Si, la brezza sulla mia pelle ancora pregna delle gocce di sudore, degli effluvi della mia persona fino a qualche ora fa, lì al chiuso, a carponi, alle prese con tubi cromati.
La mente vaga, ancora.
Poco prima ho riempito un barattolo di sabbia finissima, sottile.
Ebbene si, la sabbia. Ne riporto sempre con me un poco viaggiando. Colmando contenitori con silicei colori. Nera, rossa, rosa, bianca. Quasi metafore di tempi racchiusi in improbabili clessidre.
Mi scuote l’abbaiare di un cane tra voci adesso sconosciute.
La sigaretta è consumata. Rientro. Scendo giù nel mio quotidiano.
Inferno. Ma è il mio posto e lo difenderò con tutta me stessa.















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Con ghigno crudele

Maria Rita Orlando ph. All rights reserved-©








 

Con ghigno crudele
inchiodi l’anima
Colpita precipito.
Livida. Attonita. Martoriata.
Emergi dall’oscurità.
Ti vedo. Tremo.
Ti vedo. Avanzi.
Ti vedo. Mio carnefice.
Ti vedo. Allo specchio.
Io.

 

 

 

 

 

 

 

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martedì 19 aprile 2011

Carissimo Pinocchio



 



Maria Rita Orlando ph. All rights reserved-©.
Eccoti lì che dondoli in balìa dei miei giorni. Fissato alla 24 ore di cuoio.
Ventiquattrore. Dentro credo che stia una vita.
Autoregalatami fresca di laurea. Sei stata un bel pò riposta in attesa di successi e tempi migliori.
Che tardavano a venire. Patria maligna ladra di futuro.
E un giorno ho deciso di prenderti con me. Mi ero stancata di aspettare.
Adesso siamo simili, con qualche graffio sulla pelle. Segni distintivi dell’esistere.

Ma va bene, anche così. Pinocchio sembra annuire, sornione e beffardo.
19 aprile 2011 



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