domenica 7 settembre 2025

IL VIAGGIO II

POV LUI 

È ricomparsa. Da quando è andata via non credevo di rivederla più. I suoi movimenti sono determinati e sicuri. Niente lascia trapelare quello che la attraversa. 

POV LEI 

Il viaggio mi ha portata al punto di partenza. Le impronte sono state cancellate dal vento e sento solo un rumore di fondo.

Improvvisamente piove. Ne annuso la fragranza, un profumo terroso e piacevole si sprigiona e mi pervade, dandomi sollievo.

Dopo giorni ha smesso, l'aria è fresca e le nuvole rendono cangiante il cielo, un colore così unico non l'ho trovato altrove, mi rassicura e mi attraversa. 

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Che atmosfera surreale, tanta passione e tanta ostilità intorno. Un palcoscenico l'esistenza, quanti attori, comparse mediocri, deliri d'onnipotenza, buffoni di corte; che spettacolo è stato messo in scena.

- Quando sono diventata così? 

Un involucro che non riconosco mi imprigiona e mi inchioda, la volontà ancora tiene. Tengo a bada il ronzìo, la mia pazienza è andata a fare un giro. La sensibilità ha lasciato spazio al cinismo. 

- Quando è accaduto? Quando sono cambiata?

________________ 

[Mi dispiace se non sono riuscita a capirti. Ero giovane e stupida. Presa da altro, non capivo nemmeno me stessa.

Ricordo un luogo dove convivevano attenzione e indifferenza, era la periodica telefonata che ricevevo a tenere a bada l'inquietudine che mi possedeva].  

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- Non farlo. Questa brutta abitudine andrebbe corretta. 

Ecco, la voce che mi tiene vigile, mi riporta al presente. Indugiare in simili pensieri è inutile, sentimentale e vuoto. 

É un vuoto palpabile. Duplice: è lo spazio in cui il tangibile è stato rimosso, resta il contorno di un'ombra proiettata. Il confine rivela un'assenza. Ciò che rimane non è semplicemente un residuo, ma la forma che prende possesso di ciò che non c'è.  

Limite non è solo il punto in cui qualcosa finisce, é ostacolo, di cui devo liberarmi. 

Crediti al legittimo proprietario
Art unknow- Crediti al legittimo proprietario 



venerdì 30 maggio 2025

GIUSTO SUCATO COSTRUTTORE DI VISIONI

    Raccontare chi è stato Giusto Sucato alle nuove generazioni non è soltanto un gesto celebrativo verso un artista locale. È, piuttosto, un’occasione preziosa per trasmettere un’eredità culturale profonda, che va ben oltre il ricordo. Giusto non si è limitato a creare opere: ha dato voce agli oggetti dimenticati, trasformando ciò che era scarto in linguaggio, memoria, identità.

    Nato e cresciuto in un contesto rurale, ha saputo cogliere l’anima del mondo contadino con uno sguardo autentico e penetrante. Il suo percorso artistico si è intrecciato indissolubilmente con quello di Francesco Carbone, figura eclettica e guida intellettuale. Insieme hanno condiviso un dialogo lungo e fecondo, in cui la ricerca artistica si è nutrita di filosofia, poesia e pensiero critico.

Giusto Sucato - Ph. M.P. Lo Verso 
    
Sucato partiva da ciò che il mondo moderno eliminava: oggetti consumati dal tempo, strumenti di lavoro contadino, porte arrugginite, muri consunti. Quello che per molti era solo pattume, per lui era materia viva da ascoltare e reinterpretare. Chiodi deformi diventano parole mute, contenitori e libri abbandonati si trasformano in opere dense di senso. Le sue creazioni non erano solo oggetti artistici, ma presenze silenziose capaci di suscitare domande, di custodire frammenti di vita.

    Giusto non è stato solo un artista libero, ma soprattutto un costruttore di visioni. Ha saputo vedere nel caos e nel consumo la possibilità di una rinascita estetica. Raccontare la sua opera oggi significa proporre una forma di educazione diversa: un invito ad osservare il mondo con occhi nuovi, a riflettere sul valore delle cose, sulla bellezza che nasce dalla cura.

Evento e progetto grafico a cura di M.R. Orlando

    Per questo motivo, i nostri studenti sono stati coinvolti in un laboratorio creativo che prende spunto proprio dal suo modo di operare. Hanno raccolto materiali destinati alla discarica – libri da macero, pezzi di metallo, stoffe, cartone – e li hanno trasformati in opere di poesia visiva. Attraverso questo processo, guidati da noi, docenti del Dipartimento di Arte, hanno imparato a riconoscere la dignità della materia, a rinnovare il significato degli oggetti e a sperimentare l’arte come forma di consapevolezza ambientale.

Il risultato è stato un percorso educativo ricco e coinvolgente, che ha intrecciato espressività, sostenibilità e memoria. Un’esperienza che non solo ha valorizzato il pensiero e l’opera di Giusto Sucato, ma ha saputo mettere in moto una riflessione collettiva, portando la scuola ad aprirsi al territorio e al futuro. Perché educare alla bellezza – autentica, vissuta, resistente – è il primo passo per contrastare l’indifferenza e costruire comunità più attente e sensibili.

Prof.ssa Maria Rita Orlando



lunedì 5 maggio 2025

IL VIAGGIO

Ho perso la cognizione del tempo, non ricordo da quanto sono andata via. Intorno a me gente che non parla la mia lingua, la osservo e ascolto, mi rassicura non appartenere ad una qualunque categoria, tutte queste presenze mi attraversano ed io fluisco. 

Ritornare? Non saprei, ho messo abbastanza da parte per qualche mese, o anno? Vedremo. Riempire i miei occhi di paesaggi sconosciuti, di suoni e ritmi nuovi, fatti di incontri imprevisti, mi basta. Ho solo voglia di camminare e fermarmi quando ne ho bisogno. 

In fondo all'anima c'è una voragine senza fondo che assorbe il bene e il male. Talvolta mi capita di mettere le mani nella terra, sentire il frantumarsi delle zolle, gettare semi, osservare il ritmo immutabile della vita, giorni e notti che incessanti si susseguono, anche un sasso ha più permanenza di me.

Le vecchie ferite sono guarite e di nuove se ne sono aggiunte, in fondo mi ricordano che sono viva e, mortale. Quanto dura la memoria di una esistenza? Le vite che ho vissuto, i corpi che ho abitato, dove sono?

Ph. MrO 


lunedì 30 dicembre 2024

“Passioni intense e melanconiche” personale di Franco Nocera a Palazzo Ziino

Testo critico per “Passioni intense e melanconiche” personale di Franco Noceraoni-intense-e-melanconiche-di-franco-nocera/?

Testo critico in catalogo per la mostra “Passioni intense e melanconiche” di Franco Nocera, a Palazzo Ziino, Palermo.

     “Franco Nocera possiede il raro dono di sublimare e precipitare nella sua pittura tutti gli aspetti delle passioni umane con spirito che non conosce mezze misure, è assoluto nel suo sentire.

    Quando celebra non è mai impuro: eleva alla massima potenza l’oggetto del desiderio, in un moto di assoluto rito, rende eterno l’attimo. Le sue cromìe narrano storie, nelle sue opere si fonde l’uomo e l’artista con un filo rosso che lega vita e silenzio dei ricordi, con uno sguardo attento, mai superficiale, non scevro di dolorosa malinconia di chi ha vissuto appieno.

    Mai banale o distaccato, innamorato della vita e, citando Alda Merini,  poetessa tra i poeti a lui cari, “Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno …. per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”.

    Personalità complessa,  alterna la curiosità e la crudele levità di un fanciullo, (è sovente ripetere  “Amo i giovani perché tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta”) ad una spiritualità profonda di un uomo che cerca e dubita, nella quiete, apparente ben inteso, della sera.

Maria Rita Orlando


domenica 21 aprile 2024

VS

POV LUI 

"Salve, è da un po' che non ci si vede"

- "Uhm, ho osservato" 

"Da un po' troppo lontano direi..."

- "Il necessario. Da quanto tempo è così?" 

"Ormai sono passate settimane..."

- "E?"

"Apparentemente tutto nella norma, anche se i movimenti e le azioni sono sempre le stesse, è stranamente calma e meccanica. Anche se..."

- "..."

"Ci sono momenti in cui è irraggiungibile, mi spiego, il suo corpo è presente, ma è disconnesso con la sua mente. È come se fosse in una dimensione altra. E proprio allora vengono fuori quelle frasi..."

- Non riesco a non pensarci, quell'espressione che ritorna, "odore di sesso e sangue", quelle barriere che traccia intorno a sé, dovrei starci lontano ma. 

- "Per quelle ferite, si è fatto qualcosa?"

"Non ha permesso a nessuno di avvicinarsi, sa badare a se stessa" 

- "Credo che dovrebbe farsi vedere da qualcuno"

"Fa quello che vuole."

- Mi ha visto, ma non batte ciglio, e ha compreso che parlavamo di lei, ma ha continuato ad ascoltare la musica. Credo che sarebbe inutile parlare.

POV LEI

È tornato, guarda e non si avvicina. Come ad un soggetto clinico, per non alterare l'osservazione.

Uhm... Queste dannate ferite mi tirano, bene, così non perdo di vista la realtà. Un male di cui avrei fatto a meno, comunque no. 

[ profumi di mare] questa mi mancava... non posso fare a meno di sorridere, quest'osservazione, riferita a me, mi ha messa di buonumore.

C'è stato un pensiero che mi ha attraversata, ma non è mia intenzione trattenerlo. 

[...] Adesso non sarai mai più quello che eri, il cambiamento ha preso atto, fatto radici. Mi chiedo se perderai il tuo smalto, l'ho visto accadere, con gente con una scorza più coriacea della tua. 

Basta aspettare, sono un tipo paziente. 

- Chissà cosa sta pensando, un ghigno le attraversa lo sguardo. Non posso fare a meno di pensarci, le consapevolezze che ha mi spiazzano, e non sono proprio un tipo impressionabile.




sabato 17 giugno 2023

EMOZIONI

"Ciao, quanto tempo! Che fine hai fatto?"

- "Niente di che. Sono stata in giro".

[Tipica risposta di conferma. Si sarà rotto qualche giocattolo.]

"Ti ho sentita cantare l'altra volta, era da tanto, hai ripreso?"

- "Non proprio, ma mi andava".

"Quindi intendi continuare?"

 [Accenna una smorfia che voleva essere un sorriso, ma gli occhi sono freddi. Nemmeno una parola.]

Mi piace ascoltare il vibrato della sua voce, un timbro da contralto, con suoni molto scuri, talvolta si confonde con una voce maschile quando canta. Ma diventa sempre più raro che lo faccia.

"Sei con me? Mi senti?"

- "Certo che sì. Sei troppo esigente. Pretendi sempre la massima attenzione. L'esclusiva...  

Continuo se ne ho voglia. Anche se, non ti nascondo che vedere il palco ha ridestato qualcosa. Ma..."

"Non ne hai fatto nulla, perché?"

- "Oggi siamo in vena di interrogatori?"

[Distoglie il viso e tronca il contatto visivo. Sono andato oltre. Forse. Sparirà nuovamente. Poi, inaspettatamente, dopo una lunga pausa di silenzio]

-"Ho bisogno di emozionarmi per vivere. Dovresti saperlo ormai."

[Eccola. La fiamma che arde ma non si consuma.]

"Lo so bene".


martedì 13 giugno 2023

APPLAUSI

La notizia è una di quelle che non passa inosservata.

-  [Non provo alcuna emozione, mi limito a fissare il vuoto. Non mi riguarda, non è affar mio].

[Poi] ti ritrovi a pensare come abbia travolto intere vite, compresa la tua. 

- [Sono uscita dalla mia zona di conforto e fatto sentire la mia voce, nell'utopia di un mondo diverso, forse migliore.  Acquiescenza, arrendevolezza, sopportazione non erano più verbi che mi riguardavano. La parola la mia forza e una luce interiore come faro]. 

Vivere in bilico sull'orlo di un precipizio era la costante, un vortice, che marchiava con tali lividi. 

[Un giorno] lasci tutto alle spalle, raccogli i pezzi e tamponi le ferite. Tanto dolore in nuvole di fumo. Terrore e qualche compagno a dividere solitudini. Si sopravvive alla devastazione ma si rimane dilaniati. 

- [La voce strozzata in gola. La paralisi attanaglia le corde vocali, un morso soffoca].

Fluisce il tempo opaco e silenzioso. Dimentichi.

Ti rivedi infine,  dietro un vetro smerigliato. Come se quello che hai compiuto non ti riguardasse. Non ti appartiene più. 

Accade poi [una sera] che ti ritrovi a vagare fino a notte fonda, il pensiero improvvisamente ritorna alla mente, ti sfugge dalle mani la tazza del caffè e imbratta il piano e le pareti, comprendi in un attimo, abbassando la guardia, in preda ad una debolezza, come si sporchi tutto. 

[Ha vinto ancora una volta]. 

Applausi.




domenica 4 giugno 2023

Respiro

 [Nel 1969, la psichiatra svizzera Elizabeth Kübler Ross ha formulato una teoria sulle fasi di elaborazione del lutto, attualmente seguite dalla psicologia. Negazione, Rabbia, Patteggiamento, Depressione e Accettazione. Elaborare la perdita è fondamentale per poter riprendere a vivere nuovamente con serenità e per evitare che questa situazione possa cristallizzarsi e creare un trauma che può ripresentarsi nel futuro, sfociando in sintomi e disturbi.]

"Ciao, ma che roba è?!"

- "Niente, stavo facendo delle ricerche"

"Abbiamo qualche cadavere eccellente? Mi devi dire qualcosa?"

- "Non fare congetture, ti ho detto che sto facendo..."

"Delle ricerche, ho sentito. Ma conoscendoti, cosa c'è sotto? Chi dobbiamo seppellire? Preparo una vanga?" 

- "Non ci provare..."

"..."

- "Non mi psicanalizzare. Usciamo?"

"Frena, dimmi la verità: ti sei stancata? Lo conosco questo sguardo, occhi taglienti e apatici post cocaina"

- "Non sparare cazzate. Lo sai che non uso droghe" 

"Lo so, miss arrogante. Tu sei la droga [cit.]. Potresti essere più originale però."

-"Usciamo. - Se non ti va resta pure qui. Ma quando vai via chiudi la porta"

"Aspetta. Ferma"

- "Che stai facendo?"

"Ferma. Hai i capelli tutti arruffati. Te li sistemo". 

- "Lascia perdere. Non mi va che mi si tocchino i capelli."

"Non temere, farò attenzione a non sfiorare la tua preziosa testolina. Nessun pensiero sarà attraversato."

- "Hai sempre voglia di scherzare. Esco. Adieu."

[Un attimo ed è sparita. Non occorrono altre parole. La conosci. Ha incontrato un punto cieco e questo la disturba. Qualcosa è sfuggito al suo controllo. In passato si sarebbe disperata, ma adesso... È cambiata. È diventata più lucida, chirurgica. Ha avuto buoni maestri direbbe lei. Se faccio in fretta la raggiungo.] 

[È al telefono. Ride. Bene. Quelle sue risate che solo a sentirle ti sembrano un bonus aziendale]. 

-"È interessante come da un collezionista come te possano uscire parole come - Amore. 

Uhm... No. Non mi interessa. Appartengo a me stessa. 

- Dici? No, non ti abbandono. 

- Sì. Dovremmo, un giorno di questi. 

Chiudo, c'è gente."

- "Uh... Sei tu. Da quanto tempo sei qui?"

"Abbastanza."

[ Eccoli di nuovo. I suoi occhi. Le pupille farsi fessura. Mi attraversano e quel verde mi prospetta l'abisso]. 

- [Sorride.] 

- "La mia coscienza. Lo sai che rischi la vita, vero?!"

" Amo il rischio". 

- "Dovresti fare attenzione."

[Come siamo finiti qui?]

[ - Mi guarda...] 

- "Non. Non fare il suo stesso errore. Non confondere vita e letteratura."

[Respiro]. 




mercoledì 31 maggio 2023

Silenzio

[Silenzio]


C'è silenzio. 

Comincia così una giornata di quelle che giri per casa inseguendo pensieri. Cercando di scorgere il futuro in una tazza di cereali. 

[In realtà] non ti importa veramente. Preferisci la libertà a qualunque legame. Anche se non disdegni la presenza di qualcuno. 

Quello che ti inebria è quel turbine che ti assorbe facendoti dimenticare di tutto, anche del cibo.

Ogni tanto ritorna la voglia di fumare, ma ne disprezzi l'odore, [sei un ossimoro vivente]. Anche adesso, dove sei, o dove vorresti andare, [non importa] perché è più il viaggio che la meta che ti riguarda. 

Squilla il telefono e ti metti a ridere. Improvvisamente ti trovi nello studio con pennelli e colori, solo la musica a farti compagnia. 

[Ti senti viva e non vuoi altro]. 

- E tu, credi di conoscerla? Sul serio? 

Non le interessa. 

- "Gli altri credano ciò che vogliono". 

In fondo tutti interpretano un ruolo. 

Dei brividi le scorrono lungo la schiena, ostinata ad andare in giro seminuda. Libera da costrizioni. 

- Dovresti fare qualcosa. 

- "Dovrei". [Più tardi]. 



venerdì 26 maggio 2023

Sipario

 - "Ehi ciao, ecco dov'eri finita" - e mentre mi guarda rannicchiata come una bambina non posso fare a meno di pensare che nonostante il suo essere schiva si trova sempre sotto le luci di un riflettore. 

- " Ci risiamo, nuovamente, ancora? Siamo alle solite. E non dire che ti dispiace: questo turbinio ti rende viva"

 - La conosci fin troppo bene, destinata a grandi imprese e regolarmente distrugge tutto. Non si scrolla di dosso quel senso di inadeguatezza di chi è stata cresciuta con alte aspettative. 

- A guardarla non diresti mai quello che si cela dietro quegli occhi da gatta. [E poi, le sue fughe improvvise].

Sì è costruita una gabbia, lucchetto dopo lucchetto, una catena per volta. [Il suo rifugio].  

- "Dai alzati e preparati, non ci sono vie di fuga..."

- "Lo so, non c'è bisogno di drammi, dammi un attimo e sono pronta ad andare in scena". 

Ph. Unknown

[Sipario].

martedì 11 aprile 2023

Eco


Avanza e non si volta.


Eco giunge [lontano].


Precipita e affonda

per [poi] scomparire. 


Vertigine prende 

e passi [solitari].


[Solo] il diapason vibra

Incessante, nel vuoto. 











Ph. PHIL PENMAN, KATZ'S DELI, HOUSTON STREET, NEW YORK, 2012

Corde

    Vibra la corda e trascina solchi.

Colma deliberate assenze.

    Spegne nel silenzio euforia.

Per ogni sussulto dolore fa eco.








Ph. Unknown 







Dies natalis

Qualcosa è stato. 


Cerco di ignoralo

Da giorni.


[Sommesso] ho sentito

il suono della frattura.


Qualcosa si è rotto.


[Non] appiglio anelante 

tra le oscure pene. 


[Non] crono 

implacabile incipiente.


Occhi neri ti hanno attraversato

Carne che ti appartiene.


Io. Spettatrice privilegiata. 

Null'altro.












Ph. Unknown.

Musica

Credo che solo la musica salvi. 

Scivola sulle scoperte ossa.

Ripulisce i sospesi giorni 

Dentro loop precipita.

Dimentica per rinascere.

Solo la musica salva. 












Ph. Max Wolfs

martedì 4 aprile 2023

Romanza

 Mi commuove


Il tuo abbraccio disperato


L'affondo di labbra

immerso nel mio seno.


La tristezza dei tuoi occhi

e il sorriso sornione. 


Anche una pozzanghera

durante un temporale 

talvolta appare profonda.







Ph. Natalia Deprina 

lunedì 3 aprile 2023

domenica 12 marzo 2023

Talvolta

 Talvolta 

riesco ad immaginare

come si vive

celando sguardo

su montagne di menzogne.


Cammino [solitario] di chi porta 

tempesta in petto

in amplesso di corpi.



Chi non appartiene 

attraversa la vita 

circondato da tempo

e dialoghi muti.


Avvolgendo il cuore

in abbracci di filo spinato.



 



Art_Philip Lüch

lunedì 18 ottobre 2021

Poesia

 La poesia è tornata all'uscio di casa. 

Per tanto tempo cercata 

- un giorno eccola qui.


Non porta parole soavi di vento e rugiada.

Solo il tempo sospeso di un giro di scacchi.


[Che] tale moto di rotazione dell'asse terrestre [!]

Ma tu non hai le parole e io non cerco risposte.

domenica 10 ottobre 2021

Oggi

Breve gioia prese

l'ora rubata alla morte 

narrando di noi.


Un sorriso ramarro

illumina 

tacendo.


Eros osservò

beffardo

Crono sconfitto. 


E tu caro amico che

porti pesi

e rimorsi

 

Rammenta 

l'oggi è offerta 

votiva 

per dèi capricciosi.

Ph unknown