POV LUI
È ricomparsa. Da quando è andata via non credevo di rivederla più. I suoi movimenti sono determinati e sicuri. Niente lascia trapelare quello che la attraversa.
POV LEI
Il viaggio mi ha portata al punto di partenza. Le impronte sono state cancellate dal vento e sento solo un rumore di fondo.
Improvvisamente piove. Ne annuso la fragranza, un profumo terroso e piacevole si sprigiona e mi pervade, dandomi sollievo.
Dopo giorni ha smesso, l'aria è fresca e le nuvole rendono cangiante il cielo, un colore così unico non l'ho trovato altrove, mi rassicura e mi attraversa.
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Che atmosfera surreale, tanta passione e tanta ostilità intorno. Un palcoscenico l'esistenza, quanti attori, comparse mediocri, deliri d'onnipotenza, buffoni di corte; che spettacolo è stato messo in scena.
- Quando sono diventata così?
Un involucro che non riconosco mi imprigiona e mi inchioda, la volontà ancora tiene. Tengo a bada il ronzìo, la mia pazienza è andata a fare un giro. La sensibilità ha lasciato spazio al cinismo.
- Quando è accaduto? Quando sono cambiata?
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[Mi dispiace se non sono riuscita a capirti. Ero giovane e stupida. Presa da altro, non capivo nemmeno me stessa.
Ricordo un luogo dove convivevano attenzione e indifferenza, era la periodica telefonata che ricevevo a tenere a bada l'inquietudine che mi possedeva].
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- Non farlo. Questa brutta abitudine andrebbe corretta.
Ecco, la voce che mi tiene vigile, mi riporta al presente. Indugiare in simili pensieri è inutile, sentimentale e vuoto.
É un vuoto palpabile. Duplice: è lo spazio in cui il tangibile è stato rimosso, resta il contorno di un'ombra proiettata. Il confine rivela un'assenza. Ciò che rimane non è semplicemente un residuo, ma la forma che prende possesso di ciò che non c'è.
Limite non è solo il punto in cui qualcosa finisce, é ostacolo, di cui devo liberarmi.
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