Ho perso la cognizione del tempo, non ricordo da quanto sono andata via. Intorno a me gente che non parla la mia lingua, la osservo e ascolto, mi rassicura non appartenere ad una qualunque categoria, tutte queste presenze mi attraversano ed io fluisco.
Ritornare? Non saprei, ho messo abbastanza da parte per qualche mese, o anno? Vedremo. Riempire i miei occhi di paesaggi sconosciuti, di suoni e ritmi nuovi, fatti di incontri imprevisti, mi basta. Ho solo voglia di camminare e fermarmi quando ne ho bisogno.
In fondo all'anima c'è una voragine senza fondo che assorbe il bene e il male. Talvolta mi capita di mettere le mani nella terra, sentire il frantumarsi delle zolle, gettare semi, osservare il ritmo immutabile della vita, giorni e notti che incessanti si susseguono, anche un sasso ha più permanenza di me.
Le vecchie ferite sono guarite e di nuove se ne sono aggiunte, in fondo mi ricordano che sono viva e, mortale. Quanto dura la memoria di una esistenza? Le vite che ho vissuto, i corpi che ho abitato, dove sono?
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| Ph. MrO |
